Il Messico ha cucine regionali nettissime. Lo Yucatán porta cochinita pibil marinata nell'achiote e cipolla rossa in agrodolce. Oaxaca è la patria dei sette mole, salse complesse di chili, cioccolato e spezie. Puebla rivendica la paternità del mole poblano e dei chiles en nogada. Il nord, più carnivoro, vive di carne asada, arrachera, burritos e flour tortillas (al sud si usano solo quelle di mais). Il centro porta tacos al pastor, pozole, tamales. Le tecniche fondamentali girano attorno alla nixtamalización del mais (la cottura con calce che dà alla masa il suo profumo unico), alla tostatura a secco dei chili secchi su comal prima di reidratarli, alla preparazione delle salse crude (pico de gallo) e cotte (salsa roja, salsa verde). Imparare a scaldare bene le tortillas, una per una, è metà della riuscita di un buon taco.
La birra chiara messicana servita ghiacciata con uno spicchio di lime (Corona, Modelo, Pacifico) è il classico assoluto. Con piatti più strutturati come il mole, provate un vino rosso morbido tipo Garnacha o un Primitivo. La margherita ben fatta, con tequila buona e succo di lime fresco, è un aperitivo perfetto. Per chi non beve alcol, l'agua fresca di hibiscus (jamaica) o tamarindo è dissetante e tipica. Come contorni: riso rosso, fagioli neri rifritti, guacamole, insalata di cavolo cappuccio al lime. La stagione conta: estate chiama ceviche e tacos di pesce, inverno il pozole fumante e i tamales.
Il mais nixtamalizzato come pilastro (tortillas, tamales, pozole), l'uso sapiente di decine di chili diversi ognuno con il suo profilo aromatico, e l'equilibrio tra fresco e tostato: erbe crude come coriandolo ed epazote da un lato, salse a base di chili secchi tostati dall'altro. Niente a che vedere con il Tex-Mex pieno di formaggio fuso e fagioli rossi. La cucina messicana vera è leggera, complessa e profondamente vegetale.
In dispensa: tortillas di mais (anche surgelate), fagioli neri in scatola, pomodori, cipolle rosse, lime, coriandolo fresco, chili in polvere o jalapeños sott'aceto. Cominciate dalle ricette base: tacos di pollo, quesadillas, guacamole, pico de gallo. Nei negozi etnici o online trovate chili secchi (ancho, guajillo, chipotle) per fare salse vere. Un buon avocado maturo cambia la vita di qualsiasi piatto messicano.
Le tortillas di farina di grano sono autentiche del nord del Messico e funzionano benissimo, soprattutto con ripieni di carne. Se non trovate nemmeno quelle, le piadine sottili sono il sostituto più onesto in Italia. Evitate le tortillas wrap aromatizzate da supermercato, troppo dolci e gommose. Per la masa harina, indispensabile per fare tortillas di mais in casa, l'unico vero sostituto è cercarla online: la farina di mais comune non funziona.
Meno di quanto si crede. Molti piatti tradizionali sono solo leggermente piccanti, e il piccante si aggiunge a tavola con le salse, in modo che ognuno regoli a piacere. I chili usati nelle ricette sono spesso scelti per l'aroma più che per il calore: l'ancho è dolce e affumicato, il poblano quasi delicato. Se siete sensibili, eliminate semi e nervature dei chili e usate jalapeños invece di habanero o serrano.
Venti-trenta minuti per un menu di tacos completo. Cuocete pollo o carne macinata speziata in padella, scaldate le tortillas, preparate guacamole e pico de gallo mentre la carne rosola. Le quesadillas sono ancora più veloci: dieci minuti. Piatti tradizionali come mole o pozole richiedono ore e si fanno nel weekend. Per i giorni feriali puntate su tacos, fajitas, burritos e enchiladas con salse pronte di buona qualità.