L'America è un continente gastronomico. Il Sud è la regione con la cucina più identitaria: fried chicken, mac and cheese, biscuits con sugo, cornbread, gumbo e jambalaya in Louisiana, pulled pork barbecue nelle Caroline. Il Tex-Mex del confine messicano: chili con carne, fajitas, nachos. Il Midwest è terra di carni, formaggi, hot dish. Il New England porta clam chowder, lobster roll, baked beans. La California ha inventato la cucina fusion mediterranea-asiatica e l'attenzione al biologico. New York è bagel, pizza a fette, cheesecake, deli ebraico (pastrami, reuben). Il Pacific Northwest fa salmone affumicato e cucina della foresta. Le tecniche più caratteristiche sono il barbecue lento e affumicato (low and slow) con legni diversi (hickory, mesquite, pecan), la frittura nel buttermilk (latticello) per il pollo fritto, il grilling diretto per hamburger e bistecche, il baking americano (cookies, brownies, muffin) molto diverso dalla pasticceria europea. Il brunch è invenzione americana entrata nella cultura globale.
La birra è la bevanda americana per eccellenza, e oggi le craft beer (IPA, pale ale, stout) accompagnano benissimo i piatti grassi e affumicati: l'amaro del luppolo taglia il grasso. Bourbon e whiskey americani con barbecue e bistecche. Per il vino, gli Zinfandel californiani con il pulled pork e i ribs, Pinot Noir dell'Oregon con il salmone, Cabernet californiano con la bistecca. Coca-Cola e root beer sono parte della cultura, non snobbate. In tavola: coleslaw (insalata di cavolo cremosa), corn on the cob, baked beans, mac and cheese, mashed potatoes con gravy, cornbread. Stagionalità: estate è grigliate e mais, autunno la zucca (pumpkin pie, pumpkin spice), Thanksgiving in novembre con tacchino, inverno gli stew confortanti.
Esiste eccome, e il fast food ne è solo la versione globalizzata. La cucina americana autentica è regionale e profonda: il barbecue del Sud richiede dodici ore di affumicatura, la cucina cajun della Louisiana ha radici francesi e africane secolari, il pollo fritto è un'arte, la pasticceria casalinga (apple pie, cheesecake, brownies) è patrimonio culturale. Persino l'hamburger fatto bene, con carne macinata fresca e pane brioche tostato, è ben distante dai panini industriali.
In dispensa: ketchup di buona marca, senape gialla, salsa BBQ, fagioli rossi, mais in scatola, farina, lievito chimico (baking powder), zucchero di canna. Aggiungete carne macinata buona, pancetta, pollo, patate, formaggio cheddar (sempre più disponibile). Con questa base fate cheeseburger, mac and cheese, chili con carne, pulled pork, pancakes per il brunch del weekend. Il pane per hamburger di buona qualità (brioche o pan brioche) cambia tutto.
Si può approssimare bene con il forno e poi una rifinitura in padella o sotto il grill. Per il pulled pork: spalla di maiale strofinata con rub di spezie, in forno a 130°C per 6-8 ore coperta, poi sfilacciata. Per i ribs: stesso metodo. L'aroma di affumicato si dà con paprika affumicata (smoked paprika) nel rub e con qualche goccia di liquid smoke nella salsa. Non sarà il Texas, ma il sapore arriva all'80%, abbastanza per una cena memorabile.
Le icone classiche (cheeseburger, ribs, mac and cheese) lo sono, ma la cucina americana contemporanea ha una forte anima salutista: California cuisine, farm-to-table, insalate composte abbondanti, salmon bowl, avocado toast, smoothie sono invenzioni americane. Anche piatti tradizionali come grilled chicken, salmone al forno, insalate di fagioli sono perfettamente equilibrati. Il problema sono porzioni e frequenza, non gli ingredienti in sé. Con porzioni europee, mangiare americano una volta a settimana non è un problema.
Venti-trenta minuti per i classici veloci. Cheeseburger fatti in casa con patate in padella: venticinque minuti. Pollo fritto in pezzi piccoli (chicken tenders) con coleslaw: trenta minuti. Mac and cheese da zero: venti minuti. Tacos americani con carne macinata: quindici minuti. Pancakes per cena (breakfast for dinner, abitudine americana): dieci minuti. I piatti lunghi (barbecue, brisket, pulled pork) sono per il weekend o si fanno la domenica e si mangiano per tre giorni.